Verstappen-Hamilton: come un film

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Verstappen-Hamilton: come un film

Partita aperta tra i due rivali

Se parlassimo di cinema, sarebbe un film dotato di tutti gli ingredienti per diventare campione di incassi, con due protagonisti di grande talento, colpi di scena a raffica, sgambetti e abbracci, buoni e cattivi a seconda del punto di vista del tifo. Parole velenose e tensione sempre più elevata per un finale clamoroso. Ancora due scende da girare: in Arabia Saudita e Abu Dhabi. La trama del Mondiale di Formula 1 vede Max Verstappen comandare la classifica con otto punti di vantaggio rispetto al rivale Hamilton. In due domeniche la partita si è riaperta e ora non si comprende bene dove pende di più la bilancia. La Mercedes, almeno quella dell’inglese, sembra rinata, ma l’olandese della Red Bull, può gestire qualcosa, almeno a livello tattico. Di sicuro lo sceneggiatore è un drago. Negli ultimi 15 anni di Formula 1, solo tre Mondiali si erano dimostrati intensi come quest’ultimo. Tra questi, quello del 2010, che al via dell’ultima corsa della stagione vedeva 4 piloti in grado di conquistare il titolo, che andò poi a Sebastian Vettel con la Red Bull. Poi c’è quello del 2008, dove vinse Hamilton e la McLaren, e quello di dodici mesi prima, quando Raikkoken, rimontò lo stesso Lewis all’ultima gara. Tre fattori però rendono il 2021 unico ed un gradino sopra ciò che abbiamo visto in passato.

Non solo Verstappen ed Hamilton: è lotta anche tra i due team principal

Verstappen ed Hamilton fanno parte della categoria dei “fuoriclasse”, i cui nomi si contano nella storia dei GP sulle dita di due mani. Sia la Red Bull che la Mercedes hanno prodotto uno straordinario sforzo tecnico, con ottimi sviluppi di aerodinamica e motore. Considerando che molte energie sono già indirizzate al cambio regolamentare del 2022. Il livello dei due piloti è ora così: Verstappen all’altezza di Hamilton. E per finire, c’è anche il coinvolgimento diretto ed indiretto nella lotto, dei due team principal. Al netto di un dito medio agitato dal d.s ferrarista Fiorio dedicato a Ron Dennis, nel 1990, boss della McLaren dopo uno scontro Mansell-Senna all’Estroil, non si ricordano parole ed episodi pesanti come quelle che stanno correndo da mesi tra Chris Horner e Toto Wolff, numeri uno delle squadre in lotta. Che sia una guerra psicologica, una recita studiata, un’antipatica sincera, la sostanza non cambia, qualsiasi forma di pressione in grado di agitare i rivali è ritenuta produttiva. Mancano ancora due GP, uno di questi si svolgerà a Jeddah, circuito inedito come quello di Losail. L’altro invece, su un tracciato conosciuto, ma che è stato modificato di recente come Abu Dhabi. Scelte tecniche, strategie, nervi saldi, assenza di errori: proprio su questi fattori si baserà la decisione del Mondiale.

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